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Come curare il diabete

Alimentazione

  Gli obiettivi dell'alimentazione nel diabetico sono:
  • mantenere i livelli glicemici entro limiti pressoché normali;
  • contenere trigliceridi e colesterolo-LDL a bassi livelli e innalzare il colesterolo-HDL quanto più possibile;
  • ottimizzare il paso corporeo.
  Per raggiungere il risultato voluto, però, dobbiamo saper adattare qualità e quantità dei cibi alle necessità individuali, in termini di dispendio energetico, di patologie associate, di terapia in corso, e via dicendo. Soprattutto, però, dobbiamo essere motivati: non sempre conoscere, vuol dire accettare. Il paziente emotivo o depresso, ad esempio, tende a iperalimentarsi; ma spesso è anche costretto a consumare pasti fuori casa e quindi ha difficoltà a pesare gli alimenti.

  Ai fini del mantenimento del peso, occorre conoscere il proprio indice di massa corporea (BMI), che va mantenuto entro limiti di 20-25 Kg/m2 per evitare un'impennata notevole del rischio di mortalità per malattie cardiovascolari e per scongiurare l'aggravarsi della condizione di insulino-resistenza che complica il diabete di tipo 1 ed è alla base stessa del diabete di tipo 2.

  Per questo è importante tenere sotto controllo il peso e compilare il diario alimentare di 24 ore o di 3 giorni che consente di portare alla coscienza atteggiamenti spesso ignorati dal singolo in rapporto al consumo di grassi, carboidrati e proteine e alla ripartizione dei pasti e degli spuntini.

  Il fabbisogno giornaliero (RDA) è pari a 0,8 g/Kg di peso corporeo al giorno (1,2 g/Kg di peso corporeo al giorno nei giovani) per le proteine, mentre il resto dell'apporto clorico deve essere distribuito fra carboidrati (55-60%) e grassi (25-30% di cui almeno un terzo di tipo monoinsaturo, come l'olio di oliva; non più di 300 mg di colesterolo al giorno).

  La lavorazione, la preparazione e la velocità di digestione influenzano la risposta glicemica a un alimento specifico, ma sotto il profilo pratico la risposta glicemica è proporzionale al contenuto complessivo di carboidrati presenti nella dieta, tenendo presente che grassi e proteine rallentano la velocità di digestione e di assorbimento di questi ultimi, riducendo quindi il picco di assorbimento e mantenendolo più a lungo. Condizionano l'assorbimento, poi, anche le fibre (RDA 25 ogni giorno), che rappresentano una forma non digeribile di carboidrati, aumentano il volume del materiale alimentare all'interno dell'intestino e rallentano digestione e assorbimento dei carboidrati. Quelle solubili (presenti nella crusca d'avena e nei legumi) sono efficaci anche nel ridurre la colesterolemia, mentre le non solubili (tipiche di frumento e di numerosi frutti e vegetali) regolano bene al motilità intestinale.

  I diabetici ricorrono spesso al fruttosio credendo erroneamente che sostituisca il glucosio senza apportare calorie oppure assumono liberamente alcol, zuccheri, sorbitolo e mannitolo, senza tener conto del fatto che questi, se assunti in quantità superiori a 30 gr al giorno, possono determinare meteorismo e diarrea.

  I dolcificanti non calorici come aspartame acesulfame K e saccarina, invece, hanno un potere dolcificante notevolmente superiore rispetto allo zucchero e, per quanto non debbano essere oggetto di abuso, non influenzano sostanzialmente l'apporto calorico.

  Il vino non dovrebbe superare i due bicchieri al giorno.